- G.
21 dicembre 2010
Troppo facile dire che il suo encefalogramma è piatto come il seno di un’undicenne. Troppo facile paragonare il suo eloquio a quello di un Fred Flinstone ubriaco. Troppo facile addebitare i suoi occhi sporgenti all’assunzione di sostanze non meglio specificate. Troppo facile trattare le sue esternazioni come rutti di chi ha mangiato a quattro ganasce bevendo coca-cola. Troppo facile ridergli dietro con corollario di lazzi e pernacchie. Davvero troppo facile. Troppo, troppo facile. Però, cazzo, un modo più complicato di rapportarsi a Gasparri Maurizo proprio non mi viene in mente. Si accettano suggerimenti, tranne che da La Russa Ignazio. Eh bè…
- E.
14 dicembre 2010
L’Emiro di Dubai voleva acquistare l ‘A.S Roma. Poi vide Alemanno sbavarsi la camicia col sugo alla pajata e cambiò idea. Peccato. L’Emiro ha una passione sfrenata per il calcio, una congenita predisposizione all’assolutismo e un discreto harem. Silvio Berlusconi avrebbe avuto finalmente qualcuno con cui dialogare da pari a pari. Uno scudetto per uno, una donna per uno e via in vacanza al ‘World’ (una delle incomprensibili pacchianate multimiliardarie dell’emirato) con l’amico Putin. Per una volta senza quel fastidioso granello di sabbia nell’ingranaggio, meglio conosciuto tra i biechi bolscevichi mangiabambini come ‘Repubblica costituzionale’.
‘Ma davvero gli schiavi che usate per costruire i grattacieli non vi rompono i coglioni? Non occupano nemmeno le gru? Ma và? Gli sparate? Siete troppo avanti, mi consenta…’
- D.
6 dicembre 2010
Tutto quello che ho scritto su Cosentino elevato all’ennesima nefanda potenza. Con l’aggiunta del ritrovamento di inediti diari del Duce (tarocchi, of course) e la pretesa di aver dato una scorsa di sfuggita al capitolo sull’ENI, scomparso da trentacinque anni, del ‘Petrolio’ pasoliniano. Se questo (Dell’Utri Marcello) è un uomo, Primo Levi è un rospo.
- C.
30 novembre 2010
Cosentino Nicola da Casal di Principe: ovvero, la criminalità organizzata che siede in parlamento, in giacca e cravatta, ma con la faccia che è quella di sempre; ovvero, il motivo per cui l’Italia non sarà mai un paese Europeo; ovvero, la raffigurazione umana di un mostro che mangia monnezza e caga soldi. Anzi, magari la mangiasse; finge di ingerirla per poi buttarla dalla finestra quando nessuno guarda.
Ovvero, uno dei motivi per cui io mi vergogno a morte di star qui seduto a scrivere e non tentare nulla di risolutivo. Nulla che possa farmi dire:’almeno c’ho provato’.